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“Powerful women and outstanding children in Pre-Roman Umbria: Understanding inclusive societies with foreign peoples through an integrative approach of molecular anthropology, archaeology and virtual design” finanziato nell’ambito di un Progetto PRIN: 2022 PNRR (Prot. P2022LATB9) della durata di 24 mesi, ha come scopo comprendere le società inclusive con popoli stranieri attraverso un approccio integrativo di antropologia molecolare, archeologia e progettazione virtuale.
Il progetto è articolato con tre unità di ricerca (Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e il Dipartimento di studi umanistici. Lingue Lettere Beni culturali dell’Università degli Studi della Tuscia, Viterbo) e la collaborazione del Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto e dell’Albert-Ludwigs-Universität Freiburg.
La necropoli preromana di Piazza d’Armi a Spoleto, scoperta tra il 2004 e il 2011, ha restituito 54 tombe distribuite nelle aree Ater e Di Marco e in alcuni nuclei periferici, databili al periodo orientalizzante (fine VIII–inizio VI sec. a.C.). La varietà delle strutture funerarie e dei corredi tombali riflette differenze cronologiche, culturali e sociali, come indicano le due tombe principesche con armi e, soprattutto, l’insolito numero di sepolture di neonati e bambini piccoli dotate di oggetti di prestigio (armi miniaturizzate, dischi-corazza, pugnali a stami, ornamenti femminili, recipienti speciali). Nel contesto etrusco italico, tombe infantili e per lo più di neonati così riccamente corredate sono eccezionali e senza confronti.
Presso la RU dell’Università di Roma Tor Vergata, il gruppo di Antropologia ha analizzato i resti scheletrici di 52 individui provenienti da Piazza d’Armi.
